mercoledì 12 novembre 2008

Vivi lupo, vivi

Stamattina è stata una di quelle mattine strane, di quasi inverno, che il sole non si vuole alzare, che non hai dormito, per mille motivi, o forse per uno solo
E che dentro, tra la gola e il cuore, senti quella rabbia, sorda, nera, per le mille cose che non vanno, o forse per una sola
E che, senza un motivo, quel rumore basso basso si acuisce e diventa prima un soffio, poi il sibilo di un turbine che cresce fino a diventare un fischio, sempre lì, tra la gola e il cuore
E poi un latrato e un ululato sempre più forte
E i due lupi argentati sul nero delle mizuno diventano quattro e dieci e venti e cento e sono lì e corrono con te nè dietro nè accanto ma accanto e dietro quel che basta perché sia chiaro a tutti che TU li guidi e che loro vanno dove vai TU
E la pioggia fredda sugli occhi sfugge via, come sulla criniera, soffiata via dal vento freddo nel grigio della nebbia
E a guidarti e a spingerti è un sentore lontano, il fiuto nell'aria dell'odore della tua preda, che è più forte di te ma ti teme e che sa che vuoi vincere e che vincerai e la sua paura diventa la tua forza
E senti che i tuoi denti saranno i primi a stringere il suo collo
E senti che i tuoi denti saranno gli ultimi a lasciare la presa
E senti che i tuoi denti lasceranno la presa solo dopo l'ultimo pulso del suo cuore
E senti che solo allora il suo sangue sarà il tuo sangue
Vivi lupo
VIVI
VIVI

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